IL P-CARC E' SEMPRE PIU' INQUALIFICABILE
Domenica dieci febbraio, alle ore 21:11, giunge alla redazione la newsletter del Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (P-Carc) inerente i documenti approvati dal quinto congresso nazionale, svoltosi a Firenze, presso presso il circolo Arci “Il Campino” di via Giulio Caccini 13/a, nel corso dell’ultimo fine settimana di gennaio.
Come il lettore può facilmente immaginare questo non sarà un articolo di condivisione delle scelte di questi sedicenti comunisti marxisti leninisti maoisti ormai da tempo incamminati lungo il sentiero di appoggio “tattico” al governo gialloverde che da mesi sta imperversando, facendo danni incalcolabili, in Italia.
Qui ci limiteremo, per brevità, a criticare in particolare il preambolo dello scritto, quello che segue la frase in grassetto «Approvare la linea di “allargare la breccia aperta dalle masse popolari nel sistema delle Larghe Intese per avanzare nella lotta per costruire il Governo di Blocco Popolare” e di “diventare un partito di quadri e di massa”».
La posizione di questi “signori” – il termine “compagni” è troppo prezioso per spenderlo in riferimento a costoro – non si discosta affatto da quanto teorizzato fino ad ora circa l’azione da intraprendere per dare seguito alle belle parole che sono pronunciate in continuazione come fossero un mantra irrinunciabile.
Secondo questa banda di reazionari mal travestiti, «la svolta avvenuta nel sistema politico delle Larghe Intese con il voto del 4 marzo e la formazione del governo M5S-Lega va valutata in base alle possibilità che apre all’avanzamento della lotta per il socialismo, non all’azione del governo M5S-Lega».
Troviamo incomprensibile questo atteggiamento da parte degli epigoni di Giuseppe Maj: non vediamo davvero come sia possibile, come invece fanno questi “signori”, disgiungere i compiti a cui si è chiamati dai comportamenti della compagine governativa, che oggettivamente fa del suo “meglio” per renderli impossibili.
Si tratta di una posizione assolutamente fuori luogo per una qualunque formazione che si definisca anche solo riformista: figuriamoci per chi, a parole, propugna la trasformazione dell’Italia in un Paese socialista, ma nei fatti giustifica il proprio appoggio ad un esecutivo fortemente impregnato di ideologia ultrareazionaria.
Bosio (Al), 14 febbraio 2019
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com